Ci vuole più segretezza: Perché la trasparenza del governo può essere il nemico della libertà

 

Il articolo pubblicato nella rivistaThe Atlantic”di maggio 2014, scritto da David Frum nella sezione di Dispaccio: Idee e provocazioni, pagina 13, tratta il tema sulla sicurezza nazionale nel caso di segretezza.

 

 

Per mettere fra virgolette i tre punti principali del articolo, questi sono i seguenti:

1- La maggior parte dei paesi vogliono i benefici del miglioramento della sicurezza nazionale.

2- Mentre siamo diventati più sicuri, abbiamo anche rimpianto i mezzi della nostra sicurezza, anche se sia preceduta da una cooperazione internazionale. (Per esempio)… I dati intime messi in un fondo comune tra gli Stati Uniti, il Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda esistono come risultato di accordi tra di loro.

3- I critici della raccolta di intelligenza preferiscono scambiare la prevenzione del terrorismo per un’alternativa nebulosa, in cui i governi nazionali sono trattenuti da obblighi altrettanto torbide.

 

Per quanto riguarda il terzo punto, David Frum cita tra molti esempi che nel dicembre 2013, una lettera aperta da Edward Snowden al popolo brasiliano è apparsa in le notizie di Brasile in la quale Snowden dichiarava che i diritti brasiliani erano stati violati dalla l’agenzia di sicurezza nazionale americana NSA e da altre agenzie di spionaggio internazionali. Ma David Frum sottolinea:

. . . che questa lettera non menzionava se ci fossero obblighi reciproci tra le nazioni.

 

Insomma, l’articolo presente afferma:

I diritti sono utili solo se vengono rispettati dai governi efficaci. In un mondo di predatori, un governo efficace è un vendicatore dei diritti. La libertà non protetta non è affatto libertà. Potenza che non è guidata da informazioni non puó essere un potere per tutti. Le informazioni più necessarie per la difesa nazionale non si ottiene chiedendo delicata e gentilmente per questo.

 

I suoi conclusioni portano alla mente le osservazioni avveniristiche del libro scritto nel 1930 da Aldous Huxley, Brave New World (il nuovo mondo coraggioso), i quali forniscono la proiezione di una società distopica dove tutti perdiamo la nostra anonimia e riserbo per motivi di sicurezza. Adesso, questo è riflesso chiaramente soprattutto a causa della tecnologia informatica e per l’uso globale dei servizi d’Internet. Siamo già arrivati a questa società o sarebbe forse una benedizione dissimulata? Forse si, forse no. Sia come sia, lo scopo di garantire la sicurezza dipenderà sempre dal fatto se proverrebbe d’intenzioni democratiche o egemoniche, o se proverrebbe d’intenzioni spregiudicati o maligni. Conoscendosi in generale le tendenze predatori della natura umana, sarà sempre difficile accertare entrambi, sia lo scopo della riservatezza di qualsiasi identità, o lo scopo del abuso per invadere la sua segretezza.

Ricardo Morin 05/05/2014

 

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